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Lampa Dario - L'uomo che viveva da solo

giovedì, 26 ottobre 2006 at 10:33


Trama

Un incidente nucleare.
Il mondo oramai è abitato da mutanti.
Il nostro eroe è un contaminato di nome Raagaaneelloo (che si pronuncia Giovi) che ha acquisito un potere speciale grazie alla contaminazione: è in grado di evocare col pensiero un enorme creatura fatta di acqua che evapora dopo un secondo.
Lui un bel giorno decide di diventare il più grande X Man della storia, quindi parte per un lungo viaggio che lo metterà contro una miriade di nemici veramente singolari tra cui ricordiamo Aagaameennoonee (che si pronuncia Luca), un uomo in grado di trasformarsi in un verme, Saalaameeee (che si pronuncia Marco), un simpatico condottiero dell'estrofante malannio, Miicheeleee (che si pronuncia Dareiorioiroiroiroiiatrerererererededersdeadereareareareareadioliupo) un uomo molto brutto che charma la gente.
Alla fine il nostro eroe muore perchè i nemici che incontra sono troppo potenti e lui, diciamocelo, è una merda umana e fa schifo ai cani.
In punto di morte promette che continuerà a vegliare sui buoni e gentili che si proclamano eroi come fece lui.
Ma non voglio anticiparvi nulla.
Consiglio vivamente questa lettura a chiunque abbia voglia di una rudimentale avventura spensierata in un mondo fantastico fatto di emozioni e sensazioni indimenticabili.

Aspetti tecnici

Lampa Dario non ha voluto mandarla a dire a nessuno.
Infatti tutti ci son rimasti di sasso.
Tipo....beh, diciamo....non so se hai presente, ecco....tipo quando sei al mare e....no, tipo quando...così!
Dopo aver scritto il libro ha imparato a volare e adesso gioca con gli uccelli nel cielo del nord e tutti lo invidiano.
ANDREW SLOT


Postato da: Jack4Sally | commenti (2)

Categorie: la prima era del blog, le letture di andrew

Posso ringraziarvi?

giovedì, 26 ottobre 2006 at 08:05


E' un momento molto importante per me.

Ieri ho finalmente compiuto la maggiore età (eppi bordei tu iu, eppi bordei tu iu....) e di conseguenza a questo fatto è capitata alla banda una cosa eccezionale.

Io, Andrew Slot, sono il primo membro degli Slot Brothers ad avere.....rullo di tamburi....

UNA STECCA DA BILIARDO TUTTA MIA!!!!

Evvivaaa!!!!

La cosa bella è chenella primissima partita giocata con quella stecca non ho messo in buca neppure una palla ç___ç

Forse ero troppo emozionato, o forse sono solo scarso xD

Comunque alla secondapartita ero più concentrato e ho messo in buca anche palle difficili u.u

In sostanza:

Amici, voi che mi avete donato con tanto amore questo prezioso manufatto, e che mi sostenete sempre nei momenti difficili, vi voglio bene e vi ringrazio di cuore per tutto l'affetto che mi dimostrate ç_ç

COMUNQUE SIETE DELLE SCHIAPPE!!!!

AHAHAHAHAHAHAH!!!!

IO HO UNA STECCA E VOI NOOOOOOOO!!!!

MWHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA!!!!

 ANDREW SLOT



Postato da: Jack4Sally | commenti

Categorie: the slot brothers real life, la prima era del blog, nella sala fumatori

Amarcord Winston - "Io sono un divo dello scaldabagno"

mercoledì, 18 ottobre 2006 at 08:02


Voglio aprire una nuova rubrica.
In questo Blog manca un angolo culturale quindi ho deciso di recensire alcuni libri. Oggi mi occuperò di un capolavoro di libro che ho finito di leggere pochi giorni fa.

"Io sono un divo dello scaldabagno (I'm a vip of hoting bathroom)", di Amarcord Winston

Trama

Questo capolavoro della letteratura parla di un simpatico dottore di nome Bruno Puõvastur (che si pronuncia Bruno Partitone). Il nostro caro eroe deve affrontare una serie di peripezie per salvare la sua migliore amica che è stata rapita dall'agenzia dei Postocchi, nonchè una banda di depravati in cerca di giovani donzelle indifese e caruccie per stuprarle.
La bellissima storia è ambientata in un fiabesco mondo fantasy ricco di animali stranissimi (come
uno strano quadrupede con la criniera che galoppa, o una specie di gatto con le orecchie lunghe che si ciba di carote o ancora meglio uno strano bipede parlante i cui peli crescono solo nella zona pubica, sopra la testa, sul petto, sulle braccie e le gambe e sulla faccia ma in piccole quantità), ambientazioni meravigliose (come strani vasi di porcellana giganteschi in cui i giganti depositano i propri bisogni), e mirabolanti imprese.
Alla fine il nostro simpaticissimo eroe, dopo aver affrontato il cattivissimo Giulio Distilli (il
capo dell'organizzazione) e averlo sconfitto con la sua leggendaria arma (un caricabatterie di cellulare senza cavo), salva la povera donzella che in preda al panico si era chiavata con la carcassa di un topo.

Aspetti tecnici

Il piccolo Amarcord Wiston (75 anni e 3 quarti) ha fatto un ottimo lavoro ed è riuscito a descrivere perfettamente questa vicenda nei minimi particolari senza saltare nessun passaggio (il libro è una trilogia composta da tre volumi da quattromilasettecentotrentatrè pagine ognuno) e il potere di immedesimazione è incredibile.
Il libro è scritto in turco e tradotto solo in finlandese e senegalese quindi chi volesse leggerlo deve studiarsi almeno una di queste lingue.
Alla fine delle considerazioni posso giudicare questo libro con un otto pieno (in una scala da uno a dieci).
L'unico inconveniente è che ci metti mesi e mesi per leggerlo e anni per decifrarlo.

ANDREW SLOT



Postato da: Jack4Sally | commenti (2)

Categorie: la prima era del blog, le letture di andrew

estrinsecamente parlando, cioè.

mercoledì, 04 ottobre 2006 at 11:28


-La donna, è strana, è volubile, una volta al mese diventa intrattabile.. dammi retta. lascia perdere.-

Ecco, sicuramente non è la cosa più azzeccata che abbia mai sentito. Ma la contingenza principale, e il tono di scherno scherzoso che la accompagnava, me la resero grave all'oblio, e ancora la sua ombra permane in me come l'impronta di un'orologio sulla pelle abbronzata.



[Il periodo, è essenziale per la definizione dell'atteggiamento. no, fermi stiamo correndo troppo.
Innanzitutto, definisci atteggiamento.ok.]

La metafora del quadro.


le persone vanno osservate, Andrea, vanno studiate. Perchè se tu conosci davvero una persona, hai in mano le sue reazioni, la controlli.
Ecco, immaginale come dei quadri, ti sarà tutto più semplice. Immagina una bella cornice, è quello che risaltà di più, prima ancora dei contenuti, vedrai la cornice. La cornice è il punto di partenza, è l'aspetto esteriore, è il primo impatto. Ma ancora non la conosci, una persona; non riesci a vedere chi è. Allora ti avvicini, uno scambio veloce di battute, è come accendere una candela, una flebile luce che ti permette di capire qualcosa, di quella persona. Ma spesso questa luce si riflette semplicemente nel vetro che ricopre i colori, le forme. Le protegge, se vogliamo. Questo vetro è nient'altro che gli atteggiamenti.
Pian piano però, questa luce si rafforza, diventa abbastanza grande da andare oltre, riesci a vedere qualche linea, chiazze di colore, linee di pensiero e personalità, stanno la, perchè tu le possa vedere, e giudicare in base a te stesso, metro di giudizio unico che ti è dato. Se sei abbastanza bravo, riuscirai a permettere a chi ti osserva di vedere solo certe parti, quelle che ti piacciono di più. Puoi affascinare le persone. vedono poco, ma quello che vedono gli piace un sacco. E allora sono libere di immaginarsi le zone d'ombra, di costruirci castelli, la intorno. poco importa se non ci sono. è come un'illusione ottica, tu non vedi il triangolo, ma c'è, secondo te. la testa completa automaticamente quello che non vede. è semplicemente il perchè dell'opinione. Pian piano riuscirai ad attrarre a te, questa persona, se è una donna verrà anche la passione, amico mio. Ma la passione, la passione è un faro enorme, è un fuoco che brucia, e non ti puoi nascondere, se c'è la passione. E' per questo che le storie d'amore infinite non esistono, o quasi. Ti accorgi delle incongruenze, linee che ti piacevano rivelano avere delle appendici orribili, sconvolgenti.

Medley

Credo sia una questione fisica, metabolica. Ho smesso di correre, faccio una vita sedentaria. I polmoni vanno sempre di più verso la loro nemesi, se continuo così entro un paio d'anni comincerò a perdere capelli, la fantastica chioma che mi porto in testa.
Ed'è consequenziale alla faccenda fisica, quella mentale. Mi perdo in schemi sbagliati, li correggo con errori altrettanto vistosi. Ogni tanto torna l'insicurezza. Erano almeno quattro anni che non la vedevo, e invece l'altro giorno era là, seduta a fianco a me, mentre leggevo il giornale, mentre tentavo una conversazione brillante delle mie, mi confondeva, troncava le frasi a metà. Credo che abbia intenzione di restare. Cosa intendo fare? Scappare. Sono quasi sicuro che resterà qui, e che ogni tanto verrò a trovarla anche se lei non mi vorrà vedere. Fa sempre bene il confronto, no?
Lo sento in maniera epidermica. Il cambio di stagione porta novità, stavolta. Esattamente come fa sempre Maggio, con una regolarità da umiliare la svizzera. Arriverà, quel giorno. E non manca poi tanto.

[Appunto del Martedì: Un anno di preparazione, poi la maratona di Cagliari, poi quella di milano. Un anno è lungo. mi basterebbero quattro mesi, in realtà.]


Postato da: MosakSlot | commenti (4)

Categorie: la prima era del blog, le teorie di dave