giovedì, 27 marzo 2008 at 19:10
A chi gli chiede se stia cercando di evitare il duello in tv con Veltroni, Silvio Berlusconi risponde: "Io sono in grado di stracciare qualunque avversario, perche' nella vita ho fatto tutto cio' che gli altri non hanno fatto".
Due anni fa, il Cavaliere aveva apostrofato i suoi avversari -e i loro elettori- come coglioni.
Perciò:
Berlusconi è in grado di stracciare i suoi avversari,
i suoi avversari sono coglioni,
Berlusconi è in grado di stracciare i coglioni.
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martedì, 18 marzo 2008 at 21:09
Dunque...
Se per caso non doveste più vedere aggiornamenti in questo blog per le prossime due settimane, sappiate che è perchè il signor Mark Slot si trova fuori sede.
Parecchio fuori sede.
Parto domani pomeriggio per una località segreta, e fino al mio ritorno sarà estremamente difficile postare qualcosa.
Ma dal 4 aprile sarò di nuovo qua, carico di aneddoti, avventure on the road e pazzeche imprese.
Solo che poi non ve le racconto.
MARK SLOT
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domenica, 16 marzo 2008 at 07:10
Un applauso per il commento numero 700 di questo blog, nel post "...che mangino brioches"!
Arriva precisamente a ventinove giorni dal commento numero 600 di Cook, la sua autrice è Ilarem, e -come ho fatto l'ultima volta- metto il link del suo blog perchè possiate andarlo a visitare e a farle un saluto.
E date uno sguardo -e un parere- sulle sue opere, perchè meritano veramente.
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venerdì, 14 marzo 2008 at 23:58
Vorrei solo aggiungere qualcosa sulla questione di Berlusconi espressa nel post precedente.
Per chi ci segue anche solo da qualche giorno salta subito all'occhio un fatto: il Cavaliere non mi è simpaticissimo (come il suo omologo del Piddì, del resto).
Nonostante questo, però, non mi sento davvero di attaccarlo perchè ha fatto dello spirito su una situazione grave come quella dei precari. In questo blog ho ironizzato, spesso e volentieri, anche su cose piuttosto pesanti -o che qualcuno, per fede o ideologia, possa ritenere tali- e, così come trovo che lui come umorista faccia decisamente pietà, posso capire che ci siano anche persone a cui invece non piaccia il mio.
Non sottilizziamo precisando che se a me non piacciono le sue battute la cosa non gli cambia la vita, mentre se a lui non piacciono proprio per niente le mie le cose potrebbero prendere una piega decisamente negativa (dal sapore di deja-vu, oltretutto).
Il punto è che ognuno ha l'umorismo che si merita -per sensibilità, cultura, spirito critico- così come ognuno apprezza l'umorismo che il suo intelletto recepisce come tale.
Io trovo di un'arguzia micidiale -e mi sbellico di conseguenza- Luttazzi, i Guzzanti e South Park. C'è invece chi non riesce a ridere se non ha le scorregge di Boldi ad allietargli le giornate, e naturalmente dal canto suo sosterrà che non sopporta la pesantezza dei miei campioni, specie se paragonata alla spontanea leggerezza del proprio idolo.
Quello che voglio dire è questo: non possiamo fargli un processo per una battuta. Perchè solo questo era.
Una battuta.
Di merda, a mio modo di vedere; spassosissima, per Schifani e Bonaiuti.
Bondi non l'ha capita, ma ha riso lo stesso.
Fini l'ha capita, così come ha capito che ridere conviene.
Una battuta che rivela l'insensibilità di Silvio alla situazione del precariato, oltretutto creato da lui grazie alle riforma dell'Articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che inoltre, grazie a questo snaturamento totale, consente di licenziare anche senza giusta causa (dicesi: a sentimento, ovvero un po' come cazzo gli pare).
Una battuta che mostra la rozza ignoranza di Berlusconi sulla situazione femminile, ben più complessa di quella di spietate cacciatrici di polli da maritare a scopo di mantenimento.
Una battuta che fotografa l'assenza di spirito critico del Cavaliere, che, di fronte a chi gli chiede perchè l'ha costretta nell'impossibilità di mettere su una famiglia, non è neppure capace di guardarsi dentro ed ammettere:
"Mi scuso profondamente, mi rendo conto solo ora dell'enorme puttanata che ho fatto a lasciarvi tutti sul lastrico solo perchè noi industriali potessimo approfittare della vostra fame per darvi stipendi ridicoli, e per tenervi la schiena piegata ventilando lo spettro del licenziamento. Se tornassi indietro, non lo rifarei".
Tirando le somme: una battuta è una battuta.
Si può capire, apprezzare e riderci o sorriderci su.
Oppure la si può trovare ripugnante, come è successo a tanti in questi giorni.
Il problema è un altro: Cavaliere, vorrei farle cortesemente notare che non ha veramente risposto alla domanda.
Spero di non essermene accorto solo io.
Le hanno chiesto una cosa; importante, oltretutto. Al ché, lei ha fatto dello spirito.
Divertente o idiota, dipende dai gusti.
Ma dov'è la risposta?
C'è chi la aspetta con trepidazione. Perché il mese è ancora tanto lungo.
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venerdì, 14 marzo 2008 at 10:49
Durissime le reazioni ricevute da Silvio Berlusconi, che alla domanda di una precaria: "Come faremo a mettere su famiglia senza la certezza di un reddito fisso?" ha risposto: "Sposino un milionario".
Casini puntualizza: "Basta che sia con rito cattolico".
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martedì, 11 marzo 2008 at 22:56
C'è una frase che racchiude il tema della partita appena conclusa:
il possibile l'abbiamo fatto, l'impossibile lo stiamo facendo; per i miracoli ci vuole un po' di tempo.
Ed è proprio così che è andata. Ad Anfield si era fatto quanto di meglio si potesse per limitare i danni dopo l'espulsione di Materazzi -semmai il problema è quello che si è fatto prima, cioè ben poco- e questo non è servito a evitare i due goal dei Reds.
Stasera siamo scesi in campo, e abbiamo fatto -e sbagliato- l'impossibile. Fino all'espulsione di Burdisso.
Per i miracoli ci sarebbe voluto più tempo.
Nel complesso, non possiamo rimproverare ai nostri di non averci messo l'anima.
Nonostante la sfortuna, le imprecisioni e qualche distrazione, probabilmente avremmo meritato di più. Forse non di passare il turno, ma di raccogliere qualcosa che oggi abbiamo lasciato per strada.
Ma è andata com'è andata, e non si può cambiare nulla.
Mi consola -e davvero tanto- sapere che nonostante la delusione non smetteremo mai di amare, sostenere, difendere questa squadra. La amavamo quando sbagliava e non vinceva, e la amiamo tanto anche adesso che ci stava abituando bene.
Non ci sogneremmo mai di lasciarla per un altra, anche quando fa qualcosa che non ci piace, o qualcosa che deluderebbe a morte qualunque altro tifoso, anche (o soprattutto) della stessa città.
Noi siamo diversi. Amiamo l'Inter. Punto.
E questo, per fortuna, non si può cambiare.
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martedì, 11 marzo 2008 at 09:16
Qualcuno di voi lo saprà già, soprattutto chi me l'ha visto fare e chi l'ha condiviso con me.
Quando gioca l'Inter, ho un rito propiziatorio: nei momenti di crisi, prendo un caffè.
E, Napoli e Anfield a parte, ha sempre funzionato.
Reggina che pressa? Caffè, doppietta.
Goal della Samp? Caffè, pareggio.
Sotto nel derby? Caffè, pareggio, sorpasso.
Il momento difficile della partita di oggi a San Siro scatterà dal primo minuto. Siamo sotto di due reti, ne servono tre.
Ed ecco la mia proposta: agli amici interisti, a chi vuole bene agli Slot Brothers e a tutti quelli che vogliono almeno un'altra squadra italiana in finale chiedo, dopo il calcio d'inizio, di bere un caffè propiziatorio con noi.
E concentrarsi perchè dia la carica anche ai nostri eroi.
Fate girare la voce, reclutate quanta più gente possibile per bere con noi il caffè rituale.
Provare non costa nulla. Se funziona, ci sentiremo anche noi parte di una leggenda.
Se non funziona, era decaffeinato.
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domenica, 09 marzo 2008 at 08:23
Oggi compi cento anni. E guarda quanta gente è venuta a salutarti!
Giuliano, Tarcisio, Sandro, Angelo, Luisito, Mariolino...
E poi Yuri, Nicola, Beppe, Sinisa, Jürgen, Walter, Roberto (quale dei tanti, mi chiedi? Tutti, amica mia!)... e ne stanno arrivando ancora tanti altri!
Pensa che addirittura Antonio, che è nato che tu di anni ne avevi appena 9, ha detto che presto "ti porterà con lui in Paradiso".
Quante cose hai fatto per loro, e quante loro per te!
E poi naturalmente ci siamo noi, i tuoi amici, che in maniera diversa abbiamo contribuito a farti grande, a consigliarti -anche se non sempre bonariamente- e a consolarti quando le cose non andavano, specialmente quando non era colpa tua.
Quante cose sono cambiate da quando quel giorno, a L'Orologio, decidesti che tutti, italiani e stranieri, dovevano poter avere la possibilità di correre assieme dietro un pallone, sotto la nostra bandiera (e pensare che quello spocchioso di tuo cugino, che allora ti prendeva in giro, ora si circonda di brasiliani)!
"Erano ribelli", ricordava proprio ieri Gianfelice -proprio lui, il figlio del Grande Capitano!- e ne siamo tutti orgogliosi.
Ci pensi? Siamo nati perchè a nessuno venisse impedito di stare insieme a noi, che fosse italiano oppure no.
E ora, con indosso i colori del cielo e della notte, siamo qui per celebrarti insieme.
Oggi compi cento anni. E siamo orgogliosi di festeggiarli qui con te.
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sabato, 08 marzo 2008 at 01:12
Oggi la satira e la cattiveria -o presunte tali- di questo blog faranno una piccola pausa.
Questo perchè credo sia giusto fare gli auguri a tutte le donne, senza le quali noi uomini non sapremmo proprio cosa fare...
E non mi riferisco solo a Paris Hilton, a Letizia Moratti, ad Aida Yespica e a molte altre, senza le quali questo blog avrebbe perlomeno un terzo in meno dei post attualmente pubblicati (ed inoltre Aida è tutt'ora una delle chiavi di ricerca più digitate attraverso le quali la gente ci rintraccia da Google)...
Mi riferisco a tutte quelle che sono vicino a noi uomini, nonostante siamo dei grandissimi rompicoglioni.
Il lavoro peggiore, com'è universalmente noto, tocca alle dame che hanno scelto di stare con uno di noi Slot Brother, notoriamente una mandria di egocentrici, fissati col calcio (contiamo quattro interisti e due milanisti) e soprattutto dotati spesso di un tasso etilico ragguardevole.
A queste gentili pulzelle, e in particolare a quella santa della mia, va il nostro più profondo ringraziamento e una tonnellata di auguri, da condividere in parte con quelli -doverosi- a quante passeranno di qui in questa giornata.
E allora, a tutte le donne della nostra vita e a quelle che ora ci leggono... tantissimi auguri dalla Banda Slot!
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giovedì, 06 marzo 2008 at 14:18
La Giunta del Comune di Milano distribuirà alle famiglie meneghine 35mila kit perchè queste possano verificare l'assunzione o meno di droga da parte dei figli.
"E' un'iniziativa grandiosa", ha dichiarato il sindaco Letizia Moratti. "Finalmente i genitori saranno sollevati dalla gravosa incombenza di dover educare i loro ragazzi".
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