domenica, 29 giugno 2008 at 08:19
Immancabili polemiche per una similitudine utilizzata da Antonio Di Pietro per definire il Risiko di showgirls emerso dalle intercettazioni Berlusconi-Saccà:
"[Berlusconi] mi sembra facesse un lavoro più da magnaccia per piazzare questa o quella velina".
Immediata la replica del portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti: "Di Pietro ha usato un linguaggio da osteria".
E se lo dice lui, bisogna crederci. Occorre fidarsi dell'appartenente ad una coalizione in grado di affermare:
"Veltroni è un coglione",
(Silvio Berlusconi).
"Silvio, te l'avevo detto che ce l'abbiamo duro, ed è per questo che qui oggi è pieno di donne!",
(Umberto Bossi).
"Daniela Santanché è una bella sberla (nel senso di "gnocca", N.d.R.)",
(Silvio Berlusconi).
"Quando vedo il tricolore mi incazzo. Col tricolore mi ci pulisco il culo",
migliorato poi in:
"Il tricolore lo metta nel cesso, signora. Ho ordinato un camion a rimorchio di carta igienica tricolore, personalmente, visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore",
(Umberto Bossi).
"Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse",
(Silvio Berlusconi).
Niente da fare, per Di Pietro. Se un esperto del settore ti dice che usi un linguaggio da osteria, ci devi credere.
Se non lo sanno loro...!
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sabato, 28 giugno 2008 at 11:39
Con l'esame di Inglese di ieri, conclusosi con un entusiasmante 29, il sottoscritto ha messo in archivio tre dei cinque esami che ha preparato/sta preparando.
Il doppio confronto (scritto e orale) con la lingua inglese vale, giustamente, per due, ed è l'unico di cui si conosce il risultato, per ora.
Dei tre esiti che mancano all'appello, come pensate che finirà?
a) Mark Slot li supererà tutti.
b) Ne supererà due.
c) Ne supererà soltanto uno.
d) Non ne supererà manco mezzo! Ah! Ah! Ah! Ah! Povero pirla!
Scommettete numerosi!
In seguito, stabiliremo il premio per il vincitore!
Avete tempo fino a fine luglio, quando usciranno i risultati dell'ultimo, quello del 16 del mese.
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lunedì, 23 giugno 2008 at 08:19
Dopo l'eliminazione ai calci di rigore patita ieri sera, si fanno insistenti le voci di una cacciata di Donadoni dalla panchina azzurra.
Un nome in particolare circola più di tutti: quello di Lippi.
Nonostante, quanto ad allenare in Serie A, abbia appena un anno di esperienza in meno del suo predecessore (neanche un giorno contro ben un'intera stagione di Donadoni, al Livorno), Claudio Lippi ha dalla sua una caratteristica che piace molto alla dirigenza della Federcalcio: non sa assolutamente nulla di pallone, in quanto ha condotto nove edizioni di Buona Domenica, una de Il Pranzo è servito e La sai l'ultima, una di Canale 5 Story e tifa per il Milan.
Entusiasta il commento di Matarrese: "Dopo la Nazionale di Donadoni, la Nazionale di Lippi. Suona bene!".
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sabato, 21 giugno 2008 at 07:00
Ho già scritto un post ieri, e credo che l'abbiano letto ancora in pochi. Tuttavia, mi preme commentare un'altra meravigliosa trovata del Silvio Tris: la tassazione dei profitti dei petrolieri.
Il problema di questa cosiddetta “Robin Hood Tax”, come l'ha chiamata -in inglese- il ministro Giulio Tremonti, è che parte da una premessa che qualunque economista sa essere insensata: ovvero, decidere quale categoria tassare tra produttori e consumatori.
La cosa non è semplice come sostiene Tremonti: per sapere su chi andrà davvero a gravare l’imposta, occorre verificare un dato che si chiama “elasticità della domanda”.
L’elasticità è maggiore quanto maggiore il bene è “sostituibile” (es. se all’aumento del costo degli spaghetti posso rispondere comprando lasagne, significa che il bene ha una buona elasticità).
Vien da sé che, essendo la maggior parte delle auto alimentate a benzina, l’elasticità del bene-benzina è praticamente nulla.
Aggiungiamo questo: la tassa fa aumentare i costi per chi produce, che è quindi costretto ad aumentare il prezzo di una quantità pari almeno all’importo della tassa DIVISO i litri di benzina prodotti.
Risultato: ogni litro contiene in sé una certa percentuale della “Robin Hood Tax”.
Ora: chi la pagherà, questa tassa, secondo voi?

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venerdì, 20 giugno 2008 at 19:59
Vittoria su tutta la linea.
Non c'è altro modo per definire l'ultima impresa berlusconiana.
In due mosse, l'Ineleggibile è riuscito a chiudere l'ultimo processo che lo vedeva implicato (per corruzione) e a sbarrare irrimediabilmente la strada alla Giustizia per tutte le occasioni future.
La prima mossa è stata -naturalmente- quella di far slittare di un anno tutti i processi con pena inferiore a dieci anni, ufficialmente per condannare per primi coloro che compiono reati più gravi, mentre in realtà la manovra serve per prendere tempo sull'ultima causa pendente, sperando di tirarla avanti fino alla prescrizione o, meglio ancora, fino all'approvazione dell'immunità totale per le cinque più alte cariche dello Stato, prossimo punto sull'agenda di Silvio (altro che il caro-vita!).
Quest'ultima idea era già stata tentata durante lo scorso mandato, ma era stata bocciata dalla Corte Costituzionale perché "nessuno", nemmeno il Premier, "è al di sopra delle leggi". Per ora.
La seconda mossa è la messa al bando delle intercettazioni per qualsivoglia reato non coinvolga mafia o terrorismo.
Se ci fosse stata questa legge in passato, non sarebbero mai saltati fuori Calciopoli, gli scandali della clinica Santa Rita e i cosiddetti "furbetti del quartierino", operazione, quest ultima, che ha reso alle casse dello Stato la bellezza di 360 milioni di euro a fronte di appena 8 milioni di spesa.
E' proprio il costo delle intercettazioni una della carte giocate dal Premier e dai suoi scagnozzi per giustificare una legge che, unita agli ostacoli alle rogatorie internazionali e all'abolizione del falso in bilancio, consente al Cavaliere di tirare un sospiro di sollievo sui suoi traffici, probabilmente per sempre.
Il ministro Alfano aveva denunciato che il costo delle intercettazioni si aggira intorno ai 7 miliardi e mezzo di euro, e che a venire intercettate sono state, solo l'anno scorso, la bellezza di 100.000 persone.
Tutto falso.
Il conto presentato da Alfano comprende non solo i costi delle intercettazioni -costo complessivo di queste: 224 milioni, esattamente 33 volte e mezza meno di quanto dichiarato dal ministro e ben 136 milioni in meno di quanto ha reso la sola operazione riguardante Fiorani e soci- ma l'intero budget del Ministero della Giustizia, comprendente cioé tutte le voci spesa affrontate.
Per quanto riguarda i 100.000, non si tratta affatto di persone a cui è stata violata la privacy, bensì di quanti telefoni sono stati coinvolti.
Mediamente, si intercettano una decina di apparecchi per ciascun indagato, in cerca di "quello giusto", quello utilizzato per eventuali traffici, e nel computo del ministro pertanto rientrano anche i telefoni intercettati anche solo per una manciata di ore.
Ma tutto fa brodo pur di mettere a tacere la magistratura e i giornalisti onesti, che mettendosi contro una carica dello Stato vogliono certo "sovvertire con processi dementi la volontà dei cittadini italiani" -come ha dichiarato lo stesso Berlusconi- di avere un ex (?) piduista al potere.
Taccio sul populismo di un'affermazione simile, e mi concentro sul fatto che -secondo lui- quando uno assurge ad una carica importante non se ne può parlare male.
Aveva già espresso il concetto quando Travaglio ha menzionato le amicizie pericolose di Schifani, presidente del Senato.
Berlusconi prova -con successo, purtroppo- a lasciar passare il messaggio che venire eletti significa automaticamente essere puri e nel giusto (nonostante spesso fior di prove dicano il contrario, a prescindere che si cambi la legge o meno).
Secondo questo ragionamento, se Belzebù in persona venisse eletto Premier, chiunque ne parli male (Nuovo Testamento compreso) dovrebbero essere censurati e infamati.
Non si capisce in che modo la volontà dei cittadini di avere come Presidente del Consiglio una persona con affari poco puliti, e un impero costruito con soldi di incerta provenienza, possa giustificare chi legittimamente vuole vedere gettare un po' di luce nell'armadio del Cavaliere.
Comunque vada, è finita. E' stata una vittoria su tutta la linea.
Berlusconi ha vinto, la Giustizia ha perso.
E la cosa avviene nell'indifferenza generale.
Questo mi spaventa.
Montanelli aveva torto: agli italiani non sono bastati sei anni per farsi gli anticorpi per questo cancro tutto italiano.
E adesso? Confidiamo nell'eutanasia?
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mercoledì, 18 giugno 2008 at 05:18
Le abbiamo tentate tutte.
All'esordio, schieravamo un Materazzi fuori forma, un Barzagli evanescente e un Di Natale impalpabile.
Abbiamo continuamente trovato il modo di schierare Ambrosini, di togliere spazio a De Rossi e di sostituire Pirlo quando più serviva.
Davanti alla porta, Toni si è mangiato l'impossibile.
Le abbiamo tentate tutte per uscire dall'Europeo.
Ma è stato inutile: siamo passati lo stesso.
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sabato, 14 giugno 2008 at 08:14
Noi dell'Inter, si sa, siamo avanti. Sempre.
Anche in classifica, qualche volta. Nel caso in esame, siamo avanti a tutti i tifosi italiani perchè noi, l'arbitro di ieri di Italia-Romania, lo abbiamo già conosciuto, e ce lo ricordavamo bene.
Se lo ricorda Burdisso, in particolare, ammonito proprio da questo fischietto dopo un'entrataccia nella gara di ritorno di Champions tra Inter e Liverpool.
Tutto normale, se non fosse che in precedenza era già finito sul taccuino per un contatto da niente, e la successiva espulsione ci è andata ben poco giù, specie perché prima (e dopo) siamo stati massacrati -in senso osseo- senza che i Reds vedessero uno yellow.
La cosa è ovviamente imperdonabile: aiutare i maestri dell'autolesionismo a farsi del male risulta piuttosto umiliante. Non solo ci stavamo riuscendo benissimo da soli, ma suona un po' come aiutare Michelangelo a verniciare il garage.
Ma parliamo dell'Italia.
Dai replay scopriamo non solo che il fuorigioco sul gol di Toni non esiste -già abbastanza irritante così-, ma anche che l'arbitro era ad un metro dal nostro puffo gigante del Bayern.
Sull'uno a zero, probabilmente sarebbe stata una gara diversa. Intendiamoci, magari non in positivo. Forse non avremmo avuto quella grande reazione che si è vista. Ma sarebbe stato sicuramente più giusto.
Mi consolo leggendo i giornali di oggi. Uno in particolare: Il Giornale di Giordano, che ci mette come al solito molto estro (in francese, estrò) nel raccontare l'avvenimento, parlando di furto da parte dell'arbitro, ma giocando sul fatto che, essendoci rumeni, potevano benissimo essere stati loro (ah, quanto estrò Mario Giordano!).
Questo basta a tirarsi su di morale? Probabilmente, no.
In compenso, Donadoni ha già un sistema per superare il turno.
Da martedì, allenerà il Portogallo.
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giovedì, 12 giugno 2008 at 09:19
Leggendo i dati ViviStats del mese di maggio sul blog, ho trovato una cosa interessante nella parte riguardante le keywords, ossia ciò che ha digitato la gente sui motori di ricerca per trovarci.
Vi mostro cosa mi ha colpito di più:
Devo decidermi a rivedere i contenuti dei post...
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mercoledì, 11 giugno 2008 at 08:17
IO SONO LEYENDA (2010) con Bernardo Leyenda
Giunto al ritiro della sua nuova squadra, il Racing di Avellaneda, l'estremo difensore argentino Bernardo Leyenda si ritrova da solo.
Il campo, l'albergo, persino le strade del paese sono completamente deserte.
Dopo aver vagato a lungo in totale solitudine, capirà di essere l'ultimo portiere sulla Terra.
Ma qualcuno, affamato di portieri, è sulle sue tracce.
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