
Geniale trovata del ministro Renato Brunetta: incrementare di cinque anni l'età minima a cui una donna può andare in pensione.
La motivazione, ha spiegato, è semplice: le donne, lavorando meno a lungo, percepiscono una pensione più bassa rispetto ai loro colleghi maschi, e inoltre questo avrà il piacevole effetto di aumentare il numero dei posti di lavoro disponibili.
Peccato che, in primo luogo, le donne percepiscano una pensione più bassa perché più bassi sono i loro stipendi a parità di lavoro, e non perché vadano in pensione a 60 anni contro i 65 dei colleghi. La proporzione è destinata a restare invariata.
In secondo luogo, Brunetta è paradossalmente convinto che incatenare cinque anni di più le donne in ufficio sia utile a liberare posti per i nuovi lavoratori.
Come può accadere una cosa simile? Mistero puffo.
MARK SLOT