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The Diary
Slot Calcio Show

domenica, 08 marzo 2009 at 22:46


Il titolo è un po' esagerato, ma aggiorno il blog (cosa strana, come fa notare anche FranzFester nel suo ultimo commento) per segnalarvi che questo pomeriggio, in diretta su SkySport 1, è andata in onda una battuta a sfondo calcistico del vostro Mark Slot.

Probabilmente riesco a procurare un contributo filmato della cosa.

Il programma era Gnok Calcio Show, condotto da Gene Gnocchi, e la suddetta battuta è risultata la migliore della settimana tra quelle "suggerite" dal pubblico.

Eccovela:

"Clamoroso retroscena dell'acquisto di Ronaldo da parte del Corinthians. Il brasiliano sarebbe una seconda scelta, dopo il secco "No" di un giocatore di caratteristiche molto simil: Umberto Smaila".

Il grande (?) Umberto Smaila

E' evidente che non ha scritto nessun altro, questa settimana...

MARK SLOT




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Behind blue eyes...

domenica, 28 settembre 2008 at 04:52


Si è spento all'età di 83 anni il grande attore americano Paul Newman.

Da noi Slot Brothers, un saluto ad un uomo che ci è particolarmente caro soprattutto per il personaggio di Eddie Felson de "Lo spaccone" e "Il colore dei soldi", personaggio che presta il volto proprio ad Henry Slot su questo blog, e che contemporaneamente compare (da ragazzino, ma senza mai venire nominato) nel primo capitolo dell'incompiuto romanzo/biografia/raccolta di castronerie "The Slot Brothers", del vostro Mark Slot, come allievo dell'Inarrivabile Henry.

Per onorarlo, propongo (soprattutto a Dave) la visione de "La Stangata" in una delle prossime sere.

Il grande Paul Newman

Addio, Paul, e grazie di cuore.

MARK SLOT



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Cercasi allenatore...

lunedì, 23 giugno 2008 at 08:19


Dopo l'eliminazione ai calci di rigore patita ieri sera, si fanno insistenti le voci di una cacciata di Donadoni dalla panchina azzurra.
Un nome in particolare circola più di tutti: quello di Lippi.

Il prossimo CT della Nazionale?

Nonostante, quanto ad allenare in Serie A, abbia appena un anno di esperienza in meno del suo predecessore (neanche un giorno contro ben un'intera stagione di Donadoni, al Livorno), Claudio Lippi ha dalla sua una caratteristica che piace molto alla dirigenza della Federcalcio: non sa assolutamente nulla di pallone, in quanto ha condotto nove edizioni di Buona Domenica, una de Il Pranzo è servito e La sai l'ultima, una di Canale 5 Story e tifa per il Milan.

Entusiasta il commento di Matarrese: "Dopo la Nazionale di Donadoni, la Nazionale di Lippi. Suona bene!".

MARK SLOT


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Prossimamente al cinema...

mercoledì, 11 giugno 2008 at 08:17


IO SONO LEYENDA (2010) con Bernardo Leyenda

Giunto al ritiro della sua nuova squadra, il Racing di Avellaneda, l'estremo difensore argentino Bernardo Leyenda si ritrova da solo.
Il campo, l'albergo, persino le strade del paese sono completamente deserte.
Dopo aver vagato a lungo in totale solitudine, capirà di essere l'ultimo portiere sulla Terra.

La solitudine di Leyenda

Ma qualcuno, affamato di portieri, è sulle sue tracce.

Il mostruoso Galliani

MARK SLOT


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Due domande, e la stessa risposta...

mercoledì, 16 aprile 2008 at 12:00


Nei mesi precedenti alla vittoria elettorale del PdL, Walter Veltroni ha sempre tentato di porsi come “la risposta giusta alle domande del Paese”.
Dal canto mio, penso che effettivamente ci fosse del vero.
Veltroni risponde addirittura a due domande, che negli ultimi tempi si sono fatte sempre più pressanti. La prima: cosa sarebbe Berlusconi senza il suo strapotere mediatico, in grado di spostare oceani di voti dalla sua parte? E inoltre: nel nostro Paese manca davvero, per la prima volta nella Storia, un movimento culturale di rilievo?

Per ottenere queste risposte, è bastato osservare la campagna elettorale del Partito Democratico: uno sfoggio continuo di sfacciata apparenza, e mai di fatti; comizi entusiasmanti costruiti sui dati dei sondaggi; manifesti elettorali pieni di slogan vaghi per nascondere la somiglianza impressionante del proprio programma politico con quelli dell’altro schieramento –somiglianza legittima, in quanto entrambi sono stati confezionati soltanto per massimizzare i voti del cosiddetto “elettore mediano”.

In sintesi, l’esistenza di Veltroni risponde perfettamente alla prima domanda.
I modi suoi e quelli di Silvio sono praticamente gli stessi, e il programma anche –particolarmente sui punti riguardanti la precarietà, molto apprezzata da entrambi i contendenti, e il rifiuto totale della laicità e delle energie alternative al nucleare.
La differenza tra i due è in quelle tv e in quei giornali che a Walter avrebbero certamente fatto comodo per colmare il gap col Cavaliere. Possiamo assumere che, dato che tutto il resto è perfettamente identico, l’essere un monopolista massmediatico frutti qualcosa intorno ai 10 punti percentuali, ossia la differenza fra i due schieramenti.

La conclusione è semplice: Veltroni è identico a Berlusconi. Ma senza tv.

E questo ci porta alla seconda domanda a cui il leader del Pd, con la sua sola esistenza, risponde.

Il movimento culturale dominante di questo decennio è senza dubbio il berlusconismo. Sono finiti i tempi in riuscire ad allontanare l’ineleggibile Uomo-che-ha-tutto possa bastare ad evitare che il Paese scivoli ancora di più nell’impunità e nell’ignoranza.

L’Italia si è berlusconizzata:
il suo -ormai unico- avversario politico parla e pensa come lui;
la televisione di Stato, anche quando è fuori dal suo controllo, risponde alle regole dettate da lui in parte già negli anni 80 (proliferare dei reality più improbabili, alimentazione della popolarità di personaggi peggio che inutili, ma che perlomeno tolgono spazio agli intellettuali, ed estromissione forzata della cultura in tv, con i programmi teatrali a pagarne lo scotto più pesante);
la satira non esiste più, e persino una rete indipendente come La7 trova un pretesto per censurare Luttazzi per una battuta su Ferrara (noto servo untuoso, il quale difatti nel monologo del comico fa la fine immaginata da Dante per quelli come lui), con lo scopo probabile di evitare di fargli recitare il pezzo sull’enciclica del Papa la settimana successiva, schivando preventivamente le polemiche;
i giornali, persino quelli che non gli appartengono, sono schiavi dei suoi capricci (basti ricordare l’attacco al grande Ferruccio De Bortoli, costretto alle dimissioni);
il giornalismo intero, tacciato di parzialità quando rispetta semplicemente il dovere di cronaca (pensate a come hanno reagito berlusconianamente D’Alema e Fassino allo scandalo Unipol), viene costretto a sottoporre preventivamente le domande al politico di turno, in modo da prepararsi bene le risposte migliori prima di venire intervistato (impedendo al “cane da guardia del potere”, che dovrebbe incalzarlo per fare emergere la verità, di fare il proprio mestiere) e i cronisti più giovani stanno già imparando quanto frutti tacere in termini di carriera.

L’eredità di Berlusconi è già nostra. L’apparenza domina sulla realtà, ogni menzogna può essere salvaguardata dal rischio di venire scoperta, e nessuna dichiarazione fasulla può essere smentita.

Si può dire di essere stati assolti in un processo per falso in bilancio senza paura che qualcuno precisi “ma solo perché grazie a lei non costituisce più reato”.
Si può dire che Mussolini non abbia mai ucciso nessuno, che le torture squadriste sono fantasia e che il confino era una semplice vacanza, liberi dal pericolo che chiunque ti sbandieri un libro di storia sotto il naso.
Si può ironizzare sul precariato senza che qualcuno ribadisca: “Bella battuta, però ora risponda alla domanda…”.
Si può assicurare “Ci saranno brogli” senza che qualcuno ti dica che, in proposito, hanno appena intercettato strane telefonate del tuo braccio destro Dell’Utri (peraltro, quella dei brogli è l’unica promessa mai mantenuta).

Questa è l’Italia del terzo governo Berlusconi, questa sarà l’Italia di un prossimo governo Veltroni, e ancora questa sarà l’Italia di chi verrà dopo.

L’Italia che non impone alla politica le proprie idee da realizzare, ma che al contrario si fa inculcare dal piazzista di turno le opinioni da sostenere.

L’Italia che ha scelto che pensare è un lusso inutile, e che si limiterà, d’ora in poi, a dover scegliere un simbolo fra i due disponibili, infilare la scheda nell’urna, e tornare a vivere la propria vita in un Paese di chiacchiere, censura ed impunità.

Veltrusconi

Rialzati, Italia: si può fare.


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Vuoti di memoria...

venerdì, 11 aprile 2008 at 09:45


Ospite della puntata di Porta a Porta della seconda serata di ieri, Silvio Berlusconi ha invitato Bruno Vespa ad avvicinarsi a lui per constatare, al fiuto, che le sue mani odorano di santità.

Quel grandissimo pezzo di Santo...

Ho un vuoto di memoria: è la santità quella che, se la pesti, porta fortuna?


MARK SLOT


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Lamberto canterino...

sabato, 01 marzo 2008 at 12:41


Lamberto Dini ha vinto il Festival della Canzone Italiana di Sanremo nella sezione Giovani.

Il vincitore indiscusso

E' inutile che commentiate: "Ma non è vero".

Tanto non l'avete visto nemmeno voi.

MARK SLOT


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"Spazioso, vero?"

lunedì, 18 febbraio 2008 at 12:56


L'esile ex-sessantottino

Giuliano Ferrara lascia la conduzione di Otto e mezzo per dedicarsi all'attività politica.

Lo fa sapere il canale televisivo La7 con un comunicato.

La rete ha tuttavia già trovato il modo di colmare il vuoto lasciato da Ferrara.

Con un parcheggio multipiano.

MARK SLOT


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Due pesi, due misure...

sabato, 16 febbraio 2008 at 10:14


Gli interpreti di "Caos calmo", Nanni Moretti e Isabella Ferrari

Polemiche per la scena di sodomia presente nel film "Caos calmo".

Per don Anselmi della CEI si tratta di "scene erotiche volgari e distruttive".

Però nessun vescovo ha detto niente quando Mastella ha fatto la stessa cosa al Governo Prodi.

MARK SLOT


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"Osteria numero mille...!"

venerdì, 25 gennaio 2008 at 10:14


Dopo la sfiducia al Governo Prodi, queste erano le scene che si potevano apprezzare a Palazzo Madama sui banchi dell'opposizione.

La serietà la fa da padrona

Il menu del giorno prevedeva luculliani banchetti a base di mortadella e, come nella migliore tradizione, fiumi di champagne coi quali irrorare copiosamente gli storici banchi dell'Aula.

Mi chiedo se quei membri -in senso anatomico- del centrodestra intenti a fare bisboccia si sarebbero comportati così anche in assenza di telecamere davanti alle quali esibirsi.

Non so ormai quando si andrà al voto, ma una cosa è certa: il centrodestra si è giocato il voto degli addetti alle pulizie del Senato.


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