
“Ehi! Da questa parte!”.
Nick cercò di individuare la provenienza di quel sussurro. Scrutò nell’oscurità del vicolo, un po’ intimorito, scorgendo ben presto una figura esile, con lunghi capelli scuri ed un ciuffo sull’occhio destro.
“Io so quello che sai fare”, sussurrò ancora questi, cercando di invogliare il broker ad avvicinarsi a lui. “Avvicinati… uomo volante!”.
Nick fece alcuni passi verso il misterioso individuo. Qualche chiacchiera, indecisioni, reticenze. Poi, la prima, parziale ammissione: “E lei cosa può saperne di quello che so o non so fare?”. Per tutta risposta, d’improvviso l’uomo della strada si alzò in volo.
Nick rimase senza fiato: “Ma allora… anche tu…?”.
Il suono secco dei tacchi delle scarpe echeggiò nel vicolo deserto, annunciando l’atterraggio dell’uomo senza nome.
“Mi chiamo Jack”, disse poi, con voce sommessa. “Forse non ricorderai, ma ci siamo incontrati all’edicola, questa mattina. Devi sapere che, non appena ti sono arrivato vicino, ho sentito letteralmente mancarmi il terreno sotto i piedi! Ho volato, capisci? Ed è stato grazie a te!”.
Poi spiegò meglio: “Io sono in grado di assorbire temporaneamente i poteri di chi mi sta intorno”.
“Ma allora ce ne sono altri come noi?”, chiese Nick. “A centinaia, forse migliaia”, rivelò Jack.
“Puoi davvero assorbire qualunque potere?”, chiese poi il giovane agente di borsa.
“Certamente… però soltanto a metà”, rispose l’altro.
“A metà?”.
“Già! Posso utilizzare a mezzo regime la metà del potere di qualcuno. Per esempio, nel tuo caso, posso usarlo per volare soltanto di due centimetri in un secondo, poi svanisce”.
Nick, infatti, poteva volare ad un'altezza di quattro centimetri. Per due secondi.

